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L'intervista || per il periodico "Il Pesaro"
Di Oriano (del 15/02/2008 @ 10:48:08, in Sala Stampa., linkato 1771 volte)
Intervista a cura di Valentina Galli
per il periodico "Il Pesaro"
web link : www.ilpesaro.it
La sua carriera politica inizia fin da giovanissimo nelle file della FGCI, ovvero la Federazione Giovani Comunisti Italiani, iscrivendosi nella sezione di Gadana nel Comune di Urbino. Poi è proseguita con tanti successi fino ad oggi. Quali sono stati i momenti più importanti delle sua attività politica?
Accidenti, ero proprio un ragazzino! Sarà per questo che oggi quando vedo i ragazzi e le ragazze che si avvicinano alla politica, all’impegno sociale, con tutti i loro dubbi, ma anche con tutte le loro certezze, provo dentro di me un misto fra allegria,paura e commozione. Sa, vorrei che non ci rimanessero male alla prima difficoltà, perché succederà sicuramente che qualcuno o qualche situazione li deluderà. Loro vorrebbero che andasse tutto dritto, come un missile sparato verso il cielo, e invece non è così. Guardi la recente vicenda dei “fogli fossili” a Pesaro in occasione del “giorno della memoria”. Non mi interessa chi abbia ragione o torto, se si poteva fare diversamente, quello che mi ha colpito è che tutto sembrava importante tranne la cosa che per me valeva di più:evitare una delusione a dei giovani che oggi, nella scuola di oggi,hanno fatto un lavoro che dire colto e impegnato è dire poco. E i così detti politici non c’hanno fatto una gran figura!
Io sono un entusiasta e anche se mi è capitato di prendere delle botte, ho vissuto e vivo la politica come un aspetto sempre positivo. E poi mi piaceva un sacco ascoltare chi ne sapeva, o pensavo ne sapesse di più se non altro per esperienza. Ecco con tutto il male che si può dire dei vecchi partiti questo di positivo l’avevano: erano dei luoghi dove avevi la possibilità di ascoltare se volevi. Dal vecchio compagno della sezione che magari parlava un italiano stentato ma che aveva una esperienza e un modo di fare dal quale imparare tante cose al dirigente colto e qualche volta malizioso. Questo è un primo aspetto importante della mia esperienza.
Un altro è il carattere popolare, non elitario, della politica. Vivendo ad Urbino e cominciando a fare politica negli anni ’70, non mancava certo di incrociare qualcuno che faceva politica a partire da una preparazione culturale alta. Ma a me piaceva la gente normale, gli operai e i contadini, quelli che incontravi quando portavi a casa loro l’Unità, o nelle feste di partito, o durante le campagne elettorali. Non vincevamo mai, si rende conto!? Eppure loro sapevano dove stare, da che parte stare. Un popolo in cammino che sapeva che la strada si fa un passo alla volta. Dirlo oggi sembra parlare della preistoria. Sondaggi, tecniche elettorali, elettorato fluttuante. Ma quando mai! Corpo a corpo, viso a viso. La gente è bella se la guardi in faccia. Se oggi c’è un certo abbrutimento della gente nei confronti della politica è perché si fa sempre meno questo semplice esercizio. Ad esempio uno come Paolo Volponi e parlo forse dello scrittore che meglio ci ha portato dentro al ‘900, alla società industriale, lo aveva ben chiaro.
Poi ho scoperto la politica del fare. Una vera goduria. Sono diventato sindaco che avevo 34 anni, di esperienza amministrativa davvero poca se considera che avevo fato il consigliere comunale a Urbino, il consigliere provinciale e solo due anni l’assessore comunale all’urbanistica. Beh! Mi ha preso, fare il sindaco mi ha preso. Un po perché Pesaro consente di fare il sindaco fuori dalla routine e un po forse chissà perché c’ero portato e non lo sapevo .Non è stata una passeggiata e nemmeno una marcia trionfale. Ma ho fatto, certo non da solo, cose di cui vado orgoglioso. Vuole sapere un segreto? Quando hai fatto il sindaco non smetti più di farlo. Ti viene l’occhio. Vai in giro per la città e dentro di te la guardi da sindaco. E’ impressionante! Può immaginare quanta auto censura devo impormi. Non c’è niente di peggio che fare gli ex di qualcosa. Quindi sto zitto, mi pare che mi riesca abbastanza bene.
In fondo le ho detto le cose importanti della mia esperienza politica, non le cariche che ho ricoperto: ascoltare, stare dalla parte della gente anche per dargli torto ovviamente, fare cose utili o che credi tali. Aggiungo solo che ci vuole sentimento, generosità, almeno per me è così, altrimenti non riuscirei nemmeno a pronunciarla la parola politica.
Sono momenti difficili per la politica italiana. Tra poco si andrà di nuovo a votare. Qual'è la sua personale opinione a riguardo? Come andranno le elezioni?
E’ vero sono momenti difficili molto difficili, le cose, in tutti i settori della vita della nostra comunità nazionale si sono complicate. Vale per chi non riesce a farsi bastare uno stipendio con il quale prima viveva dignitosamente, vale per chi deve confrontarsi da imprenditore con il mercato, vale per chi entra nel mondo del lavoro troppo tardi e non sa se lo studio che faticosamente ha portato avanti gli servirà o dovrà acconciarsi ad un lavoro qualsiasi e precario, vale per chi si confronta con il tema dei diritti che sembrano confliggere irrimediabilmente fra di loro, etica contro scienza, sicurezza contro libertà, giustizia contro dignità, crescita contro ambiente. Un bel guazzabuglio!
La politica ha le sue colpe, ma non tutte le colpe, e invece viene trattata come fosse una sputacchiera. Non hanno niente da dirsi guardandosi allo specchio altri poteri? Altri soggetti della vita pubblica? Così facendo siamo entrati in un circuito vizioso. Si indebolisce la politica, ne si marginalizza il ruolo,si nega la sua funzione insostituibile e centrale, le si toglie credibilità quando invece è la politica che ci può portare fuori da questa situazione, può essere l’additivo anche per altri soggetti sociali, economici, culturali, civili a contribuire a cambiare lo stato presente delle cose.
Sono stati fatti errori. In extremis si poteva tentare almeno di evitare di andare al voto con questa legge elettorale che alla gente non piace, che ha dimostrato di non funzionare, che solletica gli egoismi di partito invece che spingere verso l’interesse generale. Si poteva provare in un tempo appena più lungo, otto mesi, di fare alcune riforme istituzionali e regolamentari fondamentali per far funzionare meglio il sistema come ad esempio la modifica dei regolamenti parlamentari per impedire che chi si presenta sotto lo stesso simbolo alle elezioni poi una volta in parlamento si divida in più gruppi causando danni alla politica e alle casse dello Stato.
Non è stato possibile, non si è voluto fare, era troppo chiederlo, non so. Allora votiamo.
Però, potenza della politica, di fronte ad una specie di ineluttabile deriva verso la rassegnazione ecco che la politica, con la P maiuscola, prova a fare quello che non si è voluto cambiare con le leggi: semplificare il sistema, spingere alla aggregazione, superare i partitini famigliari capaci solo di vivere sui ricatti.
Nessuno può negare che questo è merito del Partito Democratico e della sua scelta di rompere il gioco, di imporre un altro gioco,di andare libero, non solo, alle elezioni. E allora si riaccendono le lampadine, entra la luce, il quadro si muove, si anima. E’ certo importante chi vincerà e io lavorerò giorno e notte per far vincere Veltroni. Ma è importante che non si vanifichi questo vento di cambiamento che sta coinvolgendo tutti a sinistra e a destra. E’ fondamentale che si apra il varco da cui è cominciata ad entrare la luce, questo dipende dai cittadini.
In questi giorni si è parlato di Davide (Veltroni) contro Golia (Berlusconi), a me piace di più quest’altra similitudine: Alì contro Foreman a Kinshasa. Ve lo ricordate? Foreman era più forte, il pronostico era per lui, sul ring sembrava che fosse gigantesco e Alì minuscolo. Ma Alì riusci a fare un altro gioco, un'altra boxe e Foreman finì a terra solo perché aveva fatto la boxe di sempre gli stessi passi, gli stessi colpi, gli stessi movimenti. Allora attenti il pronostico è decisamente aperto, i cittadini hanno la parola, e comunque sono convinto premieranno chi saprà dimostrare che la politica italiana può giocare un altro ruolo, un’altra partita e non è condannata agli stessi metodi, agli stessi riti, alle stesse facce.
A seguito delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006, è stato eletto Deputato della Repubblica. Come è stata la sua esperienza tra i banchi del gruppo de l'Ulivo?
Beh, ho visto in questi due anni tutti i difetti del sistema parlamentare che dobbiamo assolutamente cambiare. Se continuiamo ad avere due camere che fanno le stesse cose non si può pretendere di avere un sistema legislativo efficiente. Se tutto quello che si fa in commissione poi ricomincia da capo, come se niente fosse accaduto, in aula si finisce per perdere un sacco di tempo e alla fine il prodotto è che tutto si concentra sulla legge finanziaria la quale a sua volta diventa un’altra cosa, una legge mostro con dentro di tutto, una legge che scatena le lobby, il bisogno di visibilità dei parlamentari, i loro rapporti con il territorio di provenienza e perde una visione dell’interesse nazionale. E’ per questa ragione che in Italia avviene un fenomeno pericoloso sotto il profilo democratico: di fatto il potere legislativo viene svolto dal potere esecutivo, con buona pace della distinzione dei poteri principio fondante della democrazia.
Detto questo ho cercato di imparare e tutto sommato sono soddisfatto e mi piacerebbe continuare.
Sono presidente nazionale della Lega delle Autonomie locali, per i DS prima e poi per l’Ulivo ho seguito da vicino i temi legati alla riforma della pubblica amministrazione ed è stato naturale che portassi queste mie esperienze nella commissione Affari Istituzionali. Ho lavorato nella Giunta per le Autorizzazioni, molto intenso ad esempio il dibattito che ho anche personalmente sostenuto sulla vicenda delle intercettazioni a Fassino e D’Alema legate alla vicenda Unipol/BNL. Mi sono tolto in quel caso una bella soddisfazione quando ho visto che il carattere del tutto irritale dell’ordinanza della Forleo è emerso poi in tutta la sua chiarezza.
Con il lavoro parlamentare sono, credo, riuscito a dare una mano concreta ai comuni, alle province, alle regioni in occasione delle due leggi finanziarie, anche se ho trovato, e la cosa mi addolora e mi preoccupa, spesso una certa ottusità nel governo e nel Parlamento rispetto al ruolo insostituibile che a questi livelli istituzionali viene oggi riconosciuto dalla Costituzione . Mi sono appassionato attorno al tema di riformare le Comunità Montane impedendo che con la finanziaria si buttasse il classico bambino con l’acqua sporca e si calpestasse una competenza a legiferare in materia da parte delle regioni. Ho subito con fastidio il dibattito sui costi della politica quando alla fin fine ha partorito la penalizzazione dei consiglieri comunali e del ruolo delle circoscrizioni. Io sono per abbattere i costi della politica sono decisamente contrario a provvedimenti che vanno a limitare forme di partecipazione e impegno democratico.
Sono stato relatore, che concretamente nel mio caso a significato riscriverne parti sostanziali, di un disegno di legge sulla semplificazione del rapporto fra il cittadino e la pubblica amministrazione. La legge, una delle pochissime, è stata approvata alla Camera senza voti contrari e poi giunta al Senato si è fermata e lo scioglimento delle Camere costringerà a ricominciare da capo. Una iattura perché i contenuti erano buoni e il tema è centrale nella vita di tutti noi.
Per quanto riguarda il territorio della nostra provincia abbiamo portato a casa la statalizzazione dell’Università di Urbino esigenza che avevo sostenuto a viso aperto in campagna elettorale, e pensare che anche qualcuno dei miei vedeva questa cosa con diffidenza per non dire paura. Splendido in questo il rapporto con il rettore Bugliolo. E poi ho seguito la vicenda del Porto di Pesaro che per me era una spina nel cuore già dagli anni in cui ero sindaco.
Insomma non mi sono girato i pollici del resto senza far nulla non so stare. Come se non bastasse quello che ho da fare mi sono buttato su questa cosa dello statuto del Partito Democratico perché era importante, perché ci credo e ne è venuto fuori un bel lavoro. Sono contento.
Le piecerebbe essere di nuovo eletto deputato della Repubblica o preferirebbe dedicarsi a qualcosa di altro?
Si mi piacerebbe e spero che ve ne sia la possibilità. Del resto proprio le novità importanti che stanno emergendo nel sistema politico possono rendere la prossima legislatura estremamente interessante. Poi sarà quel che sarà faccio politica e ancora per un po la farò in qualsiasi contesto.
In questi giorni mi frullano per la testa anche pensieri che potrebbero spingermi in Parlamento ad occuparmi di altro. Per carità enti locali e riforma della pubblica amministrazione sono per me temi appassionanti lo sono stati per anni e lo saranno sempre, però pensavo alla possibilità di concentrarmi di più su l’altra faccia del mio carattere: l’amore per la cultura, per l’arte, per un mondo colto.
Guardo ciò che sta avvenendo in Campania, una regione che conosco bene, dove l’umanità e la natura hanno lasciato tracce incredibili e dove invece oltre ai rifiuti per strada vediamo l’impoverimento della coscienza civile che si afferma che si appropria del cervello e dei comportamenti della gente.
Mi chiedo: quando avremo rimosso i rifiuti dalle strade chi rimuoverà ciò che rimarrà nelle coscienze delle persone?
Ma quello della Campania è solo un esempio forse il più tragico. L’Italia sta perdendo il senso di se, si ripiega su se stessa, ai giovani offriamo uno scenario depresso invece che stimolante, curioso, di speranza. L’egoismo trabocca.
Ecco a cosa penso quando penso al ruolo dell’arte, della cultura. Si fa poco troppo poco. Si guardano i conti e si finisce per dire che è sempre lì che bisogna tagliare.
C’è in tutto questo un autolesionismo pazzesco
E’ del tutto evidente che quando faccio questi pensieri sento tutto l’insegnamento che mi viene dalla mia città. Non scordo mai che la sua crescita economica è andata di pari passo con la sua crescita culturale. I giorni scorsi sono andato alla galleria di Franca Mancini a vedere il pannello di Gio Pomodoro restaurato che stava prima al cinema Duse. Che dire in quell’incontro fra arte, architettura e cinema non c’era solo una esperienza fantastica e casuale, ma il carattere di Pesaro degli anni della sua rinascita. E se il paese vuole rinascere è un meccanismo analogo che deve scattare.
Cosa non va nella politica italiana? Cosa cambierebbe e cosa no?
Premesso che ho cominciato a fare politica quando c’era la DC, il PCI, il PSI, il PLI, il PRI, il MSI che non scherzavano mica in fatto di amore di partito e se vogliamo in fatto di egoismo di partito. Quello che non va in politica è che oggi c’è l’egoismo senza più i partiti. Tutto diventa più piccolo, più ristretto, fino all’assurdo dei partiti persona, dei partiti famiglia.
Allora alla sua domanda potrei rispondere lungamente, invece mi limito a questo: mancano i grandi partiti.
Nuovi quanto si vuole ma grandi partiti che non vivano per una stagione ma ambiscano a vivere almeno un secolo, che non si sciolgono perché il loro capo perde ma sono capaci di trovare uno, cento, mille nuovi capi.
Partiti capaci non solo di prendere voti ma di sviluppare un pensiero.
In fondo le idee sembrano così impotenti oggi di fronte ai grandi interessi che si agitano sulla faccia della terra, eppure sono sempre loro la cosa più dura e resistente, più concreta e sconvolgente: le idee.
Si scrive "giovani". Si legge "presuntuosi". Almeno un tempo c'erano le scuole di partito. Oggi nei partiti ci sono ragazzi e ragazze, giovani quarantenni, che pensano di essere nati imparati. Per fortuna che un rinnovamento buono e sano sta crescendo, ma credimi Oriano oggi la situazione è veramente critica. Per la maggior parte delle nuove generazioni la politica è diventata una professione. Sparano sui costi della politica ma ambiscono a usufruirne i privilegi. Ripeto, non tutti ma il panorama sembra essere questo. Speriamo che tornino i grandi partiti e le persone capaci di ascoltare. Bella intervista, come sempre trasparente e sincera.
Di
ClaudioUrbino
(inviato il 15/02/2008 @ 14:10:18)
Una bella intervista non c'è che dire ma solo parole parole parole ma perchè non dice con date e fatti cosa ha combinato per il collegio dove è stato eletto, il solito politico trasformista come tanti altri del resto, da PCI a PD cosa è cambiato nel politico se non il simbolo, il colore o la posizione delle poltrone, tutti a casa per favore. I nuovi politici o pseudo, sono attirati dai clamori delle risorse e privilegi che riescono a lucrare sulle spalle degli italiani dureranno poco senza un santo in paradiso visto i "marpioni" che girano, conosco qualche giovane serio e onesto che gli è stato offerto di entrare in politica, DS, ha preso paura per come sono gestite le cose. La politica di oggi sappiamo tutti come è fatta, una casalinga/o fa meglio di moltissimi politici di grido.
Di
Robin
(inviato il 18/02/2008 @ 01:39:37)
robin, ci risiamo. almeno leggi, so che è faticoso ma almeno provaci, prima di fare domande che hanno gia avuto una risposta.
Di
oriano giovanelli
(inviato il 18/02/2008 @ 15:03:23)
Bella l'idea, finalmente, di occuparsi di cultura. Allora mi piacerebbe sapere, da una persona che guarda la città ancora con gli occhi del sindaco, com'è potuto capitare che sempre più persone percepiscano, a Pesaro, un'aria di immobilismo culturale, di stagnazione di degrado.
Lo dice, ad esempio, il comunicato del circolo "RossoVerde" sulla vicenda dei "fogli fossili", lo dice da due anni un piccolo blog che dell'opporsi a questa deriva culturale ha fatto la sua bandiera, lo dicono tutti quelli che hanno assistito ad una stagione di vigore e non la ritrovano più. Non sarà che per troppi anni la cultura è stato un martello da brandire contro gli avversari? Non saranno lacrime di coccodrillo quelle versate sulla cultura da chi ne ha fatto quest'uso? Ma soprattutto: non sarà troppo tardi?
Di
chik67
(inviato il 18/02/2008 @ 16:57:43)
Sono ancora qui a pungolare, ma quando eri sindaco della "ridente" cittadina di Pesaro hai coniato uno slogan sui rifiuti urbani, pagare tutti per pagare meno e piu rifiuti fai più paghi, a distanza di pochi anni colpa anche dell'euro la tariffa è raddoppiata e se hai un appartamento vuoto (quindi rifiuti zero) paghi come se fosse abitato magia della politica che fa i conti a piè di lista. Assunto direttore generale, ancora li se non sbaglio, ex direttore di banca, a soli 100.000.000 di vecchie lire, poi per i resoconti di metà mandato nei vari quartieri ti faceva il portaborsa. Per quello che riguarda leggere il buon esempio non arriva dalla politica, le email che cittadini comuni vi scrivono leggetele e se ne è il caso rispondete, io ne avrò scritte decine a tutti voi della vecchia giunta che quella nuova risultato nessuna risposta ne conferma di lettura, provare per credere, chiudete le caselle o non rendetele pubbliche fate più bel
Di
Robin
(inviato il 19/02/2008 @ 01:04:34)
Sono tutti occupati a spartirsi le poltrone non hai capito, loro fanno la politica con la P maiuscola, della gente che non arriva a fine mese non gliene frega nulla loro ci arrivano e come. Che ne pensi Giovannelli che la nostra cara giunta farà slittare a dopo le elezioni la decisione sui parcheggi a pagamento sul lungomare, decisione saggia immagino per non far perdere qualche voto. E della sanità pubblica che per avere un esame devi aspettare 6 mesi, delle pensioni che ormai non coprono nemmeno il mangiare, della scuola che non insegna più, un trasporto pubblico che trasporta gli autisti e poco più, una politica industriale da terzo mondo, una politica sul turismo .... in poche parole dell'Italia che lavora non vi interessa ossia vi interessa per spremerla in tasse.
Di
Robin
(inviato il 22/02/2008 @ 10:21:34)
Caro Robin, non ti dico di non sparare questo insensato qualunquismo. Purtroppo non ho la capacità di cambiare la natura delle persone. Sottolineo, purtroppo. Ma almeno abbi il coraggio di firmarti. Penso che ognuno dovrebbe avere il coraggio delle proprie idee.
Di
Luca
(inviato il 22/02/2008 @ 11:35:38)
Io invece aspetto ancora. Mi sarebbe piaciuto poter interloquire con chi è rimasto affascinato dal pannello di Pomodoro, visto che appartiene allo stesso partito di chi al posto del Cinema Duse fa mini appartamenti in centro. Legittimo (almeno credo). A mio parere però simbolico della poca capacità di vedere un futuro culturale per la mia città.
Di
chik67
(inviato il 22/02/2008 @ 16:00:39)
Qualunquismo forse, ma un giretto per gli ospedali pesaresi per saggiare l'umore della gente nooo, tra i pensionati al minimo nemmeno pensare, alla Caritas passaci lontano che fa paura ormai sono più gli italiani degli extracomunitari, per il resto basta guardarsi intorno, o vivi nell'atmosfera ovattata del salotto buono. Anonimato, sono un cittadino anonimo non interessa a nessuno chi sono ho scritto tante volte ai politici locali, non per chiedere favori, ho avuto una risposta MAI (ma se il mittente era PEPPONE si corre a rispondere), poi se qualcuno ha voglia e tempo di rispondere bene sennò pazienza, ma io sarò quì e su altri blog sempre anonimo se non vi dispiace. Da quello che vedo, spero di sbagliarmi, si risponde a tono solo quando si è più o meno allineati.
Di
Robin
(inviato il 22/02/2008 @ 19:25:31)
Chik, fai bene ad attendere. Il signore la cui effigie in su campeggia ha aperto il blog, che diamine. Vorrà dunque interloquire!
Di
Jago
(inviato il 23/02/2008 @ 09:08:39)
carissimo chk67 penso che il comune di pesaro sia stato impegnato in una meritoria azione sulla mobilità urbana, interquartieri, parcheggi, rotatorie, piste ciclabili, un lavoro ottimo. la cultura è un intervento strutturale per la civiltà di una città e credo che dobbiamo rilanmciare. rilanciare la creatività in particolare giovanile, far sentire che il loro bisogno di esprimere arte e poesia è un bisogno della città. per quanto posso insisto sempre su questo. la biblioteca s.giovanni, la pescheria, il rof, la mostra del cinema, sono tutte grandi cose per una città così piccola. ma bisogna insistere il bisogno di poesia è inarrivabile. io so quanto sia importante per pesaro ecco perchè mi affascina tanto. non siamo fermi però rilanciare si può e si deve.
Di
oriano giovanelli
(inviato il 26/02/2008 @ 16:55:27)
carissimo robin dietro quello slogan ci fu una azione di giustizia perchè c'era chi pagava e chi no e con quella azione alla fine restituimmo 7 miliardi di lire ai pesaresi, 7 miliardi sull'unghia restituiti ai cittadini. ricordi? mi citi una cosa di cui vado orgoglioso. saluti
Di
oriano giovanelli
(inviato il 26/02/2008 @ 16:59:32)
Scusa Oriano è stato solo uno slogan demagogico, perchè se il pagare meno era ridare spiccioli indietro ai cittadini onesti, per poi raddoppiare la tariffa dopo due anni mi sembra una presa per i fondelli, il decreto Ronchi recita che si deve pagare in relazione ai rifiuti che si produce, invece tutti i pesaresi hanno visto come è andata a finire spero si ricordino quando si va a votare. Tu hai fatto qualcosa che altri forse non avrebbero fatto, era comunque un atto dovuto erano soldi dei cittadini.
Di
Robin
(inviato il 26/02/2008 @ 19:37:35)
Carissimo Chik, mi sa che dobbiamo cercarci le risposte da soli.
Di
Jago
(inviato il 29/02/2008 @ 14:23:37)
vedo che jago non è soddisfatto della risposta sulla cultura. Allora chiedo a chik di riformulare la domanda. Non credo che il problema sia la trasformazione del duse, troppo poco, quanti cinema hanno conosciuto la stessa sorte in tutte le città del paese! forse a chik interessa approfondire il ruolo della cultura in una città come la nostra. Lui dice che la cultura è stata brandita come un martello contro gli avversari, io non credo però per parlarne lui si deve spiegare meglio.
Di
oriano giovanelli
(inviato il 05/03/2008 @ 09:25:27)
Oriano Che risposte darà il PD per l'Italia. Economista Alan Friedman: secondo lui il futuro è pieno di ombre e ci fa le condoglianze
By The Crow(Antony Russo) on Marzo 5th, 2008 “L’unica parola che mi viene in mente è: condoglianze… Purtroppo l’inflazione ha raggiunto livelli eccessivi, e in Italia questa pressione si sente più che in altri paesi europei. Gli stipendi non tengono il passo on l’aumento dei prezzi, non solo dei beni di lusso, ma soprattutto di quelli di prima necessità. Se devo essere sincero il panorama che vedo è fatto quasi esclusivamente di ombre. Non sono quindi allarmi ingiustificati quelli che periodicamente vengono lanciati da televisioni e giornali: le famiglie hanno davvero serie difficoltà a far quadrare i conti ed ogni giorno devono affrontare sacrifici. Non vedo soluzioni a breve termine, l’Italia è messa malissimo, peggio della media europea.”. La colpa, secondo Friedman è nella cla
Di
Robin
(inviato il 06/03/2008 @ 08:38:27)
oops
La colpa, secondo Friedman è nella classe politica, incapace di fare riforme strutturali. “il problema dell’Italia è l’aria fritta: parole, parole e niente fatti”.
Di
Robin
(inviato il 06/03/2008 @ 08:39:29)
Caro Oriano, grazie dei messaggi, mi spiego:
1. durante la recente vicenda dei "fogli fossili" un'associazione cittadina ha parlato di "ristrettezza culturale, sociale e politica che sta avvinghiando la nostra piccola città" e di "emergenza culturale che è ormai conclamata". Tu senti, anche solo dei sintomi di questo tipo si o no? 2. Non mi interessava l'elenco dei grandi eventi culturali cittadini. Prestigioso per carità. Pensi che in questi anni la città, le persone che la abitano, siano state più spettatori o più protagonisti di questi eventi? Le mie risposte sono: si a 1. e spettatori a 2. Se condividi anche solo parzialmente le risposte parliamo delle cause. Se no parliamo delle risposte.
Di
chik67
(inviato il 06/03/2008 @ 10:02:23)
Oriano, ascolta, tu parli della sorte che è toccata ad altri cinema in Italia, ma non stiamo parlando di altri cinema in Italia, stiamo parlando del Duse a Pesaro. Tu dici che il problema dei cinema non sono gli appartamenti, e hai ragione: gli appartamenti sono un problema del Duse, e dei pesaresi, ma evidentemente non dell’amministrazione che non ha saputo fare niente di meglio che riconvertire in appartamenti uno spazio che poteva essere usato in mille modi.
Tu dici partiamo dai giovani. Bene, da dove? Dal Canto Pirata? Non credi che crescere in una città brutta semplicemente spenga la creatività e abitui allo squallore? Quando si fa una mostra, è necessario il buffet? La piaga del ristorantismo ha colpito anche gli Orti Giulii. Cemento e panza: questi sono i valori promossi dalle istituzioni. Ergo, si parte dai giovani, e sono d'accordo, ma se i giovani crescono in un ambiente malsano? Chik ha ragione, i cittadini sono solo spet
Di
Jago
(inviato il 06/03/2008 @ 13:17:44)
...i cittadini son solo spettatori.
Niente Viaggio a Reims: per loro c'è il pesce azzurro. (chiedo scusa, non so perché il commento sia stato spezzato)
Di
Jago
(inviato il 06/03/2008 @ 13:25:12)
Giovannelli dimmi che non è vero.
Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fine mandato. E a pagarlo è lo Stato attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano se a beneficiarne fosse un gruppo di disadattati, ex carcerati, oppure ex tossici appena dimessi da una comunità di recupero. Ma in questo caso a godere dell’assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli che non sono stati rieletti, o che pur candidandosi alle elezioni non riescono a ottenere la rielezione e sono costretti a ritirarsi a vita privata. A loro spetta dunque una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A Mastella spettano dunque 300.000 euro, grazie ai quali potrà superare il trauma del reinserimento nella vita sociale.
Di
Anonimo
(inviato il 12/03/2008 @ 10:23:23)
Governo Prodi un 2007 in pompa magna per la sanità pubblica, Veltroni se eletto riuscirà a fare peggio!!.
Sanità, peggiorano i tempi delle liste d'attesa: 630 giorni la visita oculistica, 540 la mammografia etc etc. http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/03_marzo/17/sanita_peggiorano_i_tempi_delle_liste_d_attesa_630_giorni_la_visita_oculistica_540_la_mammografia,14318921.html?mod=frame&provid=14 La gente comune che LAVORA merita questo trattamento. Si va votare, ci ricorderemo.
Di
Robin
(inviato il 17/03/2008 @ 23:39:15)
"L’economia vera è la scienza dei ceti produttivi, intesi come famiglie private capaci di organizzare se stesse e il proprio lavoro per produrre, accumulare, conservare e accrescere ricchezza. Sono le famiglie appartenenti ai ceti produttivi che producono ricchezza, non lo stato: lo stato ruba ricchezza alle famiglie di lavoratori per darla a beneficiari privati designati arbitrariamente."
Filippo Matteucci - Economista
Di
DEMOCRAZIA TURNARIA
(inviato il 04/03/2010 @ 14:07:30)
non si direbbe visto che nella patria del far da se per evitare il tracollo di un intero paese lo stato ha dovuto spendere soldi di tutti i cittadini come non era mai avvenuto prima nella storia
Di
oriano giovanelli
(inviato il 10/03/2010 @ 23:32:13)
Stasera ti aspettiamo al Teatro Comunale di Gradara per l'incontro sul tema "Sanità, fede, laicità" riflessioni dal libro di Rosy Bindi "Quel che è di Cesare" alle ore 21.00.
Siamo in attesa di conoscere la tua relazione...
Di
Patrizia Mascarucci
(inviato il 12/03/2010 @ 12:56:40)
Tappiamoci il naso e il resto andiamo a votare il meno peggio.
Pesaro e provincia 49000 disoccupati e ancora non è finito. I politici fanno i fighetti nelle varie manifestazioni a fare promesse da marinaio per avere un posto nella greppia.
Di
Robin
(inviato il 28/03/2010 @ 14:20:14)
hai fatto bene ad andare a votare. visto cosa succede quando vi si rinuncia o si da un voto di semplice protesta? si peggiorano sempre le cose.
Di
oriano giovanelli
(inviato il 03/04/2010 @ 12:15:30)
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