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<title>Oriano Giovanelli. Il blog</title><link>http://www.orianogiovanelli.net/dblog/</link>
<description>Oriano Giovanelli. Il blog</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Festa Pesaro 2008. Video intervista a cura dei volontari della redazione web]]></title>
	<description><![CDATA[<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jAZq5HdA2DQ&hl=en&fs=1&color1=0x006699&color2=0x54abd6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jAZq5HdA2DQ&hl=en&fs=1&color1=0x006699&color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.orianogiovanelli.net/dblog/articolo.asp?articolo=76]]></link>
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	<dc:date>2008-09-05T14:52:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Oriano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Con i volontari dell'Enoteca Rossini alla Festa Pesaro 2008]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="WIDTH: 532px; HEIGHT: 315px" height="373" src="/public/enotecarossini.jpg" width="650" alt="" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.orianogiovanelli.net/dblog/articolo.asp?articolo=75]]></link>
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	<dc:date>2008-08-29T22:33:54+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Oriano</dc:creator>
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	<title><![CDATA["Le occasioni perdute della buona politica". Adriano Sofri.]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">Repubblica, 25 agosto 2008<br /><br />Non &egrave; detto che un grosso partito senza maggioranza non possa occuparsi che di opposizione o dialogo o alleanze. Pu&ograve; anche fare delle cose. Pu&ograve; andare per strada, battere i marciapiedi. Non bisogna pi&ugrave; aspettarsi da un partito che anticipi e guidi un buon cambiamento di vita delle persone. Ma che lo riconosca e lo assecondi, o lo promuova, s&igrave;. &egrave; un fatto che non si cambia vita se non per una combinazione fra necessit&agrave; e virt&ugrave;. Facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Questa combinazione &egrave; il cuore della buona politica. C' &egrave; stata l' alluvione di monnezza a Napoli. Era imbarazzante, incresciosa, chiamava in causa il centrosinistra, c' era la campagna elettorale. Tuttavia non era solo un disastro: era anche un' occasione. Poteva sollecitare una svolta. Non &egrave; un dettaglio da poco, la raccolta differenziata: &egrave; una necessit&agrave; da trasformare in virt&ugrave;. Il centrodestra, come se non c' entrasse niente - lo fa bene: pensate a come si sfil&ograve; dall' indulto, grazie agli eroici intransigenti di centrosinistra - lucr&ograve; sul disastro prima di stravincere le elezioni, e quando le ebbe stravinte cavalc&ograve; il buon senso che imponeva prima di tutto di sgomberare le strade. L' ha fatto, a costo di spazzare la monnezza un po' pi&ugrave; in l&agrave;. Tolti quattro intenditori, &egrave; un gran successo. Mentre il centrosinistra, tolti i quattro intenditori, e alcune ammirevoli comunit&agrave; locali, stava l&igrave; come un pugile suonato, Berlusconi spazzava esemplarmente la piazza da cartacce e lattine che gli addetti avevano collocato allo scopo, teneva lezione di civismo a proposito di raccolta differenziata, e faceva addirittura appello al volontariato, che convenisse da ogni parte della nazione, e in particolare dal Nord, a mostrare come si fa. La prima volta che ne parl&ograve; se ne sorrise, perch&eacute; i pi&ugrave; dediti volontari non avrebbero saputo da dove a dove spostare la monnezza onnipresente. La seconda se ne sorrise meno, se non altro perch&eacute; nel suo appello una sinistra mezzo inebetita doveva riconoscere la caricatura di un proprio prezioso tratto tradizionale. Ho detto sopra &quot;alluvione di monnezza&quot; apposta, per ricordare l' alluvione di Firenze, e quello che signific&ograve; per la buona volont&agrave; di un Paese e di una generazione. Si potrebbe ricordare anche, pi&ugrave; in qua, il terremoto in Irpinia. Berlusconi ha evocato il volontariato, la sinistra no. Non ha nemmeno provato a suscitare una mobilitazione sul buon uso della monnezza: tema cruciale di una buona politica. E lo smarrimento del volontariato, cio&egrave; delle cose che si fanno anche quando si &egrave; minoranza, che ci si opponga o si dialoghi, &egrave; un malanno cruciale della sinistra, la faccia vera della crisi della &quot;militanza&quot;, e perfino la riconversione delle feste dell' Unit&agrave; ne d&agrave; un segno. Prendiamo un' altra colossale necessit&agrave;, che non si fa virt&ugrave;: il costo del petrolio. Non importa che conosca anche ribassi vistosi, la tendenza &egrave; certa, &quot;strutturale&quot;, come dice l' Enea. Parecchia gente - non abbastanza, ma parecchia - ne cava qualche conseguenza. Crollano gli acquisti di automobili - addirittura il 27,5 per cento in meno in luglio, in Spagna, alla Chrysler la settimana lavorativa &egrave; ridotta a 4 giorni - si riducono cilindrate e impieghi, tornano in auge corriere e biciclette. Ermete Realacci rileva che il consumo di benzina nelle citt&agrave; italiane si &egrave; ridotto in media del 20 per cento. Che cosa fa un buon partito? Finta di niente, come se la questione riguardasse le rubriche di costume dei giornali, e non mettesse invece in causa il nostro modo di vita in uno dei suoi fondamenti: il modo di produrre, di consumare, di muoversi, di immaginarsi... Un buon partito inviterebbe le persone a smontare dall' auto, a cambiare abitudini, a rivendicare il primato e la qualit&agrave; dei maltrattati trasporti pubblici. Perch&eacute; non lo fa? Gli sembra che non sia affar suo? O gli sembra ancora di nuocere all' occupazione operaia e al peso dell' industria dell' automobile sul prodotto lordo? Anche questa &quot;necessit&agrave;&quot; ha i suoi precedenti. L' austerit&agrave; della crisi petrolifera del ' 73-' 74, le domeniche a piedi, furono una - troppo breve, troppo provvisoria - rivelazione della possibilit&agrave; di un altro modo di abitare e muoversi nelle citt&agrave;. (A me poi sembra che lo stesso famoso maggio francese sia stato anch' esso un enorme appuntamento di gente che si era presa le strade, un' andata e ritorno a piedi, sull' erba sotto il pav&eacute; disselciato. Un film sull' automobilismo cannibale di Godard, &quot;Le weekend&quot;, del 1967, lo aveva appena anticipato). Non &egrave; vero che l' auto non ha futuro: siamo noi a non averlo. L' automobilismo &egrave; la nostra seconda natura, e forse gi&agrave; la prima, talch&eacute; la maggiore et&agrave; segna il passaggio dall' adolescenza all' automobilismo, e la nostra demografia calante &egrave; pi&ugrave; che compensata dall' incremento delle &quot;nostre&quot; automobili e dello spazio che, ferme per lo pi&ugrave;, occupano. E tuttavia, come per tutte le abitudini, sottile e fortuita &egrave; la soglia fra la loro irriducibilit&agrave; e la loro dimissione. Come smettere di fumare: &egrave; impossibile, e poi succede, e comunque un piccolo infarto aiuta. Quanto al traffico privato, l' infarto &egrave; venuto, e tutt' altro che piccolo. L' ultimo grido sono le disgrazie stradali con auto che vanno in centro a 160 all' ora. Ubriachi e moldavi i guidatori: ma di dove sono, e in che stato, i produttori e i venditori? &egrave; suonata la campanella della fine della ricreazione: per deprecare un tasso di automobilismo paragonabile al nostro (seconda densit&agrave; al mondo, roba forte) che, trasferito ai cinesi o agli indiani o ai brasiliani, soffocherebbe di colpo l' atmosfera, dobbiamo pur ridurre il nostro in proporzione. La densit&agrave; di auto cinese, nonostante un incremento annuo del 15 per cento, &egrave; ancora pari a quella americana del 1915. I nostri dirigenti politici, anche i pi&ugrave; ciclisti fra loro, sembrano non ritenere nemmeno questo affar loro, tranne i sindaci, oppure che una retrocessione dall' homo automobilista all' homo sapiens sapiens sia irrealizzabile. Sbagliano, perch&eacute; in una misura significativa avviene. I sabati car-free a Manhattan, le 100 mila auto in meno al giorno a Londra, i trafficKills, e la critical mass ciclistica... Sbagliano anche perch&eacute; il meccanismo dell' abitudine &egrave; appunto ambivalente. Guardate, vi dicono, come non ingrana l' idea del taxi multiplo. Gi&agrave;: ma pu&ograve; succedere che d' un tratto si smetta di suonare il clacson di imprecare e di guatarsi in cagnesco, e si smonti e si vada per i campi, magari con una allegria, magari cantando. (Tranne i sindaci, ho detto: ma anche fra i sindaci non ce n' &egrave; uno, delle citt&agrave; pi&ugrave; belle e antiche e strette di vie, che abbia il coraggio e l' ambizione di chiudere il traffico privato. In compenso, quando si sono messi al bando i mendicanti si &egrave; spiegato che, buttati come sono sui marciapiedi, intralciano il cammino ai passanti). Sono esempi di cose che succedono, necessit&agrave; che possono farsi virt&ugrave;, ingredienti decisivi di una rivoluzione, di una conversione. Cose legate l' una all' altra, non solo single issues. Guido Viale &egrave; diventato da anni specialista di monnezza e di automobili. Non &egrave; un caso. Scommetto che fra poco, se non l' ha gi&agrave; fatto, diventer&agrave; specialista della bistecca. Cio&egrave; della dimissione dalla bistecca. Ecco un' altra necessit&agrave; dei nostri giorni - prezzi delle materie prime e degli alimenti, recrudescenza dello sterminio per fame - che continua a essere trattata per lo pi&ugrave; come una pagina di costume, o di salutismo e igiene dell' alimentazione. Politica pura, naturalmente, e legata a doppio filo alla questione energetica e ai rifiuti. Il cielo ci scampi dal fanatismo e dall' integralismo settario, e ancor prima dalla demografia e dall' ecologia dell' obbligo statalista: ma una sensata, consapevole, progressiva conversione vegetariana &egrave; affare di una buona politica. Basterebbe il fatto che fosse un grosso partito a occuparsene, e non un partitino &quot;verde&quot;, a segnare una importante differenza. Chiamo grosso un partito che &egrave; tale per una somma aritmetica, e forse diventer&agrave; grande, forse si frantumer&agrave; nei suoi addendi. Il Partito democratico. A me, che ho un debole per le frasi fatte, non dispiaceva l' esordio a petto gonfio del Manifesto del Partito democratico: &quot;Noi, i Democratici, amiamo l' Italia&quot;. Per&ograve; non vedrei male nemmeno un Manifesto del Pd che cominciasse con la frase: &quot;Ogni cittadino di Napoli produce all' anno 158 chili di imballaggi&quot;, e andasse avanti di conseguenza. Ehi, abbiamo gi&agrave; al mondo mezzo miliardo di obesi sopra i 15 anni. Opposizione, certo. Non ce n' &egrave; mai abbastanza. Ma di che cosa si occuperebbero, i dirigenti del Partito democratico? Hanno anni di fronte, e macerie alle spalle. A volte sembrano disadatti fin dall' abbigliamento. Disadatti alla monnezza, voglio dire. Certo, c' &egrave; un problema di destini personali nella professione politica: bisogna essere comprensivi. Per&ograve; quanto al fine comune, occorrono sedicenni, ventenni, e persone disinteressate alla carriera in proprio: ricchi di famiglia, diciamo, o artisti di strada. Quei dirigenti, oltre che escogitare dialoghi e alleanze, aiutino la gente (che per suo conto ha gi&agrave; cambiato molte cose) a fare qualcosa di nuovo, a migliorare la vita. Indipendentemente dal governo. Beninteso, c' &egrave; un punto dirimente: la povert&agrave;. Non pu&ograve; esserci una sinistra che non vada incontro alla povert&agrave; assoluta e non miri a ridurre la forbice fra ricchezza e povert&agrave;. La conversione necessaria non &egrave; antieconomica, n&eacute; riservata a chi pu&ograve; scegliere. Al contrario, pu&ograve; contrastare le storture e le prepotenze del mercato. Citer&ograve; Viale: &laquo;Dentro i rifiuti che produciamo ogni giorno c' &egrave; l' equivalente della quarta settimana del mese: quella in cui molti si ritrovano senza denaro, perch&eacute; hanno gi&agrave; speso tutto nelle prime tre settimane. Un' amministrazione che aiuti a liberarci dai nostri rifiuti, e anche a liberarci dalla necessit&agrave; di dilapidare un quarto delle spese correnti in imballaggi, in prodotti e in acquisti inutili aiuterebbe a superare il problema della quarta settimana meglio di qualche modesto aumento salariale&raquo;. Del resto, senza cambiare vita qui, non si pu&ograve; parlare con il mondo povero, n&eacute; con quello ex povero. Fuori dal riscatto del mondo povero, non ci sar&agrave; soluzione ai problemi suscitati dall' immigrazione. L' immigrazione ci travolger&agrave;, oppure si assorbir&agrave; fisiologicamente - come &egrave; avvenuto per la questione demografica, nella nostra parte di mondo - attraverso la crescita dei Paesi giovani. Sta gi&agrave; succedendo in Romania, in Polonia si accoglieranno fra un po' idraulici italiani. Se la terra andasse verso un equilibrio, un paese come il nostro si arricchirebbe di quell' altra faccia dell' immigrazione che &egrave; il turismo, che ha per fine la conoscenza, come progresso e come piacere. Non sono gi&agrave; tanto pi&ugrave; numerosi gli &quot;extracomunitari&quot; che vengono ogni anno in Italia, a pagamento? Perch&eacute; noi, i Democratici, amiamo la terra. - <em>ADRIANO SOFRI</em></font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.orianogiovanelli.net/dblog/articolo.asp?articolo=74]]></link>
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	<dc:date>2008-08-28T13:03:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Oriano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Pensieri sparsi (5)]]></title>
	<description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Alcuni pensieri per le vacanze che per me cominciano oggi, me ne vado per dieci giorni a Favignana, isole Egadi, Sicilia. Una regione che amo tantissimo.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: bold;">1 In verit&agrave; sono in uno stato di mezze ferie dal 6 agosto. Ma in questi otto giorni mi sono dedicato a Rossini Opera Festival.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">E' davvero una manifestazione straordinaria ed come presidente della Fondazione Rossini l&rsquo;ho seguito attentamente. Lo seguivo anche prima. Diciamo che lo seguo dall&rsquo;inizio, dal 1980. E&rsquo; una manifestazione che porta il nome di Pesaro nel mondo e durante il festival porta il mondo a Pesaro. Il 70% degli spettatori del festival sono stranieri. L&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno &egrave; stata davvero interessante. In particolare, Ermione.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Amo la musica, anche se in verit&agrave; sono un rockettaro nell&rsquo;anima, e penso che una citt&agrave; se vuole investire sul proprio futuro deve investire in cultura. Pesaro l&rsquo;ha fatto in passato e si vede nella sua forza economica, nella sua qualit&agrave; sociale, nel suo disegno urbano.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Le citt&agrave; del futuro se vogliono stare nella globalizzazione a testa alta debbono essere citt&agrave; colte. Chi &egrave; colto non ha paura del nuovo, del cambiamento.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Bellissima &egrave; anche la mostra sul &ldquo;segno marchigiano&rdquo; Cucchi, Scipione, Licini, proposta dal Centro Arti Visive della Pescheria, ma purtroppo &egrave; poco pubblicizzata. Licini &egrave; un poeta che fa sentire vicino ad ognuno il sogno, la pazzia, il soffio della vita.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Sono terrorizzato dalla constatazione che il livello di sensibilit&agrave; culturale sembra arretrare anche nella mia citt&agrave;. L&rsquo;uomo pu&ograve; fare a meno di tutto o quasi, ma quando sar&agrave; costretto a scegliere fra il pane e il teatro vorr&agrave; dire che la fine sar&agrave; vicina.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);"><span style="font-weight: bold;">2 Ho lasciato il 6 agosto una Roma caldissima.</span> Il 5 abbiamo votato contro l&rsquo;ennesima fiducia posta dal Governo in terza lettura sul decreto Tremonti, la manovra economica. E&rsquo; incredibile, se l&rsquo;avessimo fatta noi una manovra cos&igrave; non ci avrebbero nemmeno fatto andare in vacanza tante sarebbero state le proteste. Vedremo in autunno gli effetti di questa manovra, sul sociale, sulla scuola, sugli enti locali, sulla sanit&agrave;, sulla sicurezza. Eppure tutto sembra che possa essere perdonato al governo di centro destra. <span style="font-weight: bold;">Che succede a questa Italia?</span></font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);"><span style="font-weight: bold;">Noi non siamo riusciti a trasformare l&rsquo;opposizione parlamentare in opposizione sociale.</span> E&rsquo; una grave pecca. Il PD non deve avere paura di cercare nella societ&agrave; le forze per fare opposizione a questo governo, vedo troppa ritrosia, troppo snobbismo. Su questo alla ripresa occorrer&agrave; lavorare. Un autorevole compagno mi ha detto: avevi ragione tu il Governo Ombra finisce per giocare di rimessa nei confronti del Governo vero e non riesce a diventare motore di iniziativa politica nel paese.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Quando appena dopo il voto in una assemblea del gruppo parlamentare dissi questa cosa Veltroni mi guard&ograve; male e nessuno mi segu&igrave; in questo giudizio. Sono convinto di aver avuto ragione e la cosa non mi fa affatto piacere.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: bold;">3 Gli sbarchi di immigrati disperati continuano inesorabilmente, cos&igrave; pure gli episodi che evidenziano un problema sicurezza tutt&rsquo;altro che risolto. Ma non fa notizia.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Ha fatto invece notizia il maggiore (?) potere dato ai Sindaci in materia di sicurezza urbana. Secondo me l&rsquo;ANCI che ha condiviso questa operazione ha preso un grosso granchio. Non si pu&ograve; ridurre la funzione dei comuni e dei sindaci in materia di sicurezza ad un potere dilatato di ordinanza. Proprio i comuni e i sindaci sanno bene quanto il tema sicurezza sia legato ad una serie di iniziative che i comuni dovrebbero essere messi in grado di adottare: integrazione scolastica, casa, nuovo ruolo della polizia municipale, lotta al degrado urbano ecc, tutte materie sulle quali il Governo non mette sicuramente i Comuni in condizione di operare di pi&ugrave; e meglio.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Il provvedimento del Governo finir&agrave; per caricare i sindaci di aspettative che non potranno facilmente onorare, per dare ai cittadini una visione semplicistica del come si costruisce la sicurezza urbana e infine&nbsp; produrr&agrave; prevalentemente&nbsp;&nbsp; una serie di ordinanze propagandistiche magari dei sindaci della lega o del centro destra, sulla prostituzione, sull&rsquo;imbrattamento dei muri ecc. cose che alla fin fine servono solo per avere un titolo su un giornale locale.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Ma se l&rsquo;ANCI rappresenta i comuni che al 75% sono di centro sinistra che cosa debbo pensare?</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: bold;">4 Il PD in questi giorni &egrave; sui giornali nazionali per il dibattito che si &egrave; aperto a seguito della proposta del sindaco di Roma, Alemanno, di costituire una commissione di esperti per elaborare proposte di futuro per Roma e di chiamare a presiederla Giuliano Amato.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Amato ha accolto la proposta di qui il dibattito nel PD.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">La mia idea &egrave; che questa commissione non nasce con buone basi, &egrave; una operazione di facciata. Amato pu&ograve; fare quello che vuole.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Mi incuriosisce per&ograve; quello che sta accadendo, nel comportamento di alcuni nostri &ldquo;big&rdquo; dopo la sconfitta del PD e la vittoria netta dl centro destra. Si dice che Bassanini sia prodigo di consigli nei confronti di Brunetta; ho visto con i miei occhi il rapporto particolare che c&rsquo;&egrave; fra Minniti e Maroni; ora Alemanno e Amato.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Secondo me non &egrave; questione di&nbsp; collaborazione istituzionale. No, c&rsquo;&egrave; dell&rsquo;altro.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">a) molti dei nostri peccano di superbia, pensano sostanzialmente: questi hanno vinto ma sono dei trogloditi incapaci di governare davvero, ora noi che ne sappiamo di pi&ugrave; evitiamo che facciano danni. Vecchio e sbagliato riflesso della presunta superiorit&agrave; &ldquo;genetica&rdquo; della sinistra oltre che una sciocchezza assoluta.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">b) molti dei nostri pensano che questi del centro destra hanno vinto e governeranno per lungo tempo, cos&igrave; che se si vuole avere un ruolo, evitare di perdere la propria notoriet&agrave; dentro la trincea di una opposizione dalla quale non si sa quando e soprattutto chi uscir&agrave; vivo, meglio &egrave; ricavarsi una funzione che brilli della luce del vincitore.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Se cos&igrave; fosse, scegliete voi una delle due opzioni o entrambe&hellip;brutta cosa!</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);"><span style="font-weight: bold;">5&nbsp; Ho finalmente preso la tessera del PD. </span>L&rsquo;ho dovuta chiedere con insistenza. Per me &egrave; una cosa importante. La prima tessera mi fu regalata. Era la tessera della FGCI ( federazione giovanile comunista italiana) avevo tredici anni.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Pensavo fra me e me se tutti debbono fare questo sforzo per avere la tessera del PD come facciamo a costruire un grande partito? Continuo a pensare che qualcuno questa cosa del &ldquo;partito- partito&rdquo; fatto di regole e di iscritti proprio non la condivide.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);"><span style="font-weight: bold;">6 </span>Bene ora vi saluto dicendovi che <span style="font-weight: bold;">cosa ascolter&ograve; e cosa legger&ograve; in questa vacanza</span>. Ascolter&ograve; Stefano Bollani: Carioca.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Legger&ograve;: Rancore di Aldo Bonomi; La societ&agrave; cinica di Carlo Carboni; la coscienza di un liberal di Paul Krugman; Il furore e il silenzio (vita di Gioachino Rossini) di Vittorio Emiliani; L&rsquo;eleganza del riccio di Muriel Barbery.</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /><font size="2" style="color: rgb(51, 51, 51);">Buone vacanze a tutti.&nbsp;&nbsp; &nbsp;</font><br style="color: rgb(51, 51, 51);" /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.orianogiovanelli.net/dblog/articolo.asp?articolo=73]]></link>
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	<dc:date>2008-08-14T21:27:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Oriano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Sulla rendicontazione, per il federalismo fiscale]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial; color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">La cronaca locale dei quotidiani di domenica 27 luglio, metteva in grande evidenza l&rsquo;importante contributo che ogni cittadino pesarese&nbsp; ha versato nel 2006 al comune, alla provincia e alla regione: complessivamente 1358 euro.<br />Non mi interessa qui evidenziare un dato comunque importante: Pesaro &egrave; il capoluogo di provincia che chiede meno ai propri cittadini nell&rsquo;ambito marchigiano. <br />Quindi i pesaresi ed il loro sindaco, assieme al Consiglio Comunale, avrebbero legittimamente di che essere fieri.<br />Ma il punto &egrave; un altro: cosa ci dice quella cifra, cosa ci dice quella ricerca condotta dalla CGIA di Mestre? La risposta non pu&ograve; che essere che quella ricerca, quel dato ci dice una verit&agrave; parziale e ci dice che se non mettiamo mano ad un sistema che racconti alla gente davvero come stanno le cose il rischio &egrave; che induciamo nell&rsquo;opinione pubblica un atteggiamento pregiudizialmente negativo, superficiale, emotivo relativamente al contributo che ognuno di noi da all&rsquo;essere una comunit&agrave; civile.<br />Questo sistema davvero completo di rendicontazione &egrave; la nuova frontiera con la quale i comuni, ma anche le province e le regioni debbono misurarsi, altrimenti lo stesso dibattito sul federalismo fiscale, che entrer&agrave; nel vivo a settembre, e l&rsquo;opportunit&agrave; che esso offrir&agrave; per disegnare un sistema davvero pi&ugrave; vicino ai cittadini a partire dalla sempre delicata questione dei tributi, rischier&agrave; di essere una occasione perduta. Voglio dire che parallelamente al federalismo fiscale noi dovremo tentare di costruire una nuova coscienza civica, altrimenti nell&rsquo;opinione della gente avremo semplicemente spostato l&rsquo;indirizzo postale di un problema: da Roma a Pesaro.<br />1358 euro in un anno sono troppi, sono pochi, sono la giusta cifra?<br />Ecco la domanda a cui dovremo saper rispondere. <br />Certo &egrave; una bella cifra. E&rsquo; lo stipendio, un buon stipendio medio, che in un anno ogni cittadino versa al sistema regionale e locale.<br />Dietro a quella cifra c&rsquo;&egrave; il servizio sanitario, l&rsquo;educazione dell&rsquo;infanzia, i servizi agli anziani, ma anche le politiche per il turismo, il sostegno alle imprese; cos&igrave; come c&rsquo;&egrave; il costo delle macchine burocratiche.<br />Proprio per questo la risposta alla domanda non potr&agrave; essere: &egrave; la cifra che ci serve, quella che deriva dalle spese che sosteniamo. Sarebbe una risposta largamente insufficiente e non rispettosa dei cittadini.<br />La rivoluzione che interessa i comuni e gli altri enti locali li deve spingere ad essere responsabili non solo di una spesa oculata ma anche di un giusto prelievo ( i comuni sono stati per decenni solo un centro di spesa!) tutto deve essere reso trasparente ai cittadini: come e perch&eacute; prelevo; come e perch&eacute; spendo.<br />Se ad esempio considerato che il cittadino di Ancona paga qualcosa di pi&ugrave;&nbsp; di quanto paga il cittadino di Pesaro, venisse fuori che i servizi che al cittadino di Ancona sono largamente migliori, quel prelievo in pi&ugrave; sarebbe giustificato e troppo alto il prelievo che viene fatto a Pesaro; se viceversa fossimo in termini di quantit&agrave; e qualit&agrave; allo stesso livello di servizi o addirittura fossero ben migliori i servizi di Pesaro sono i pesaresi che avrebbero motivi di soddisfazione.<br />Ma non basta.<br />Chi ci dice che quei servizi sono esattamente quelli che servono alle famiglie, alle persone, alle imprese? Basta il fatto di una continuit&agrave; &ldquo;storica&rdquo; per giustificarli tutti.<br />La societ&agrave; cambia, aumentano gli anziani, nel contempo aumentano i bambini in parallelo con l&rsquo;aumento delle famiglie immigrate; aumenta la povert&agrave; pi&ugrave; o meno manifesta. Insomma la realt&agrave; &egrave; in continuo cambiamento quindi oltre che a rendere conto dei costi rapportati ai servizi, occorrer&agrave; sempre pi&ugrave; rendere conto di quali servizi.<br />Come ben si pu&ograve; capire quello che sto descrivendo non &egrave; uno scherzoso gioco/rompicapo. E&rsquo; la nuova frontiera del governo locale: rendere i cittadini partecipi, consapevoli, responsabili e le amministrazioni davvero aperte e trasparenti.<br />A questa necessit&agrave; non si risponde improvvisando, o con la demagogia della comunicazione. Si pu&ograve; rispondere solo con un lavoro strutturato e scientifico. La dimensione da cui muovere &egrave; senza dubbio l&rsquo;ambito regionale. Almeno nell&rsquo;ambito della nostra regione dobbiamo essere in grado di misurare, valutare, informare, correggere.<br />La proposta che faccio &egrave; che nell&rsquo;ambito del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali si crei una struttura tecnica ( non servono assunzioni basta usare i tecnici dei comuni, delle province, della regione) aperta al mondo delle imprese, del sindacato, delle associazioni dei consumatori con due obiettivi:<br />1 accompagnare passo passo il dibattito e le scelte che si faranno in Parlamento sul Federalismo Fiscale. Non pu&ograve; essere che una scelta destinata a cambiare radicalmente il rapporto fra cittadino e istituzioni sia ricondotta solo alla discussione di un disegno di legge delega da parte del Parlamento e ai decreti delegati che il Governo stesso dovr&agrave; poi emanare. Troppo importante la sfida per non metterci tutti insieme gli occhi e per non esprimere tutti insieme il nostro punto di vista di marchigiani.<br />2 condividere un sistema di monitoraggio e rendicontazione che sia riconosciuto come valido in tutta la regione dai comuni, dalle province, dalle unioni, dalle comunit&agrave; montane, affinch&eacute; indicatori veri e comprensibili siano messi a disposizione dei marchigiani per valutare davvero il lavoro e le scelte delle amministrazioni.<br /></font></div>]]></description>
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	<title><![CDATA[Una manovra inefficace per le famiglie e per il Paese]]></title>
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